Le tue labbra erano soffici, sapevano di caramelle e zucchero filato e così ogni bacio ne tirava subito un'altro.
Nei tuoi occhi che sono come il mare, era facile tuffarcisi dentro senza più riuscire ad uscirne.
La tua pelle come una roccia a cui aggrapparsi nei momenti difficili.
Penso a noi. I colori e gli odori si mescolano creando un quadro surreale.
La prossima volta che mi innamoro vorrei un amore tenero, il cui tocco fosse soffice e delicato, proprio come una nuvola. Che non mi pesasse sul cuore.
Vorrei un amore come una nuvola, come quello che io ho condiviso con te.
Tempus edax rerum
domenica 5 febbraio 2012
venerdì 27 gennaio 2012
uno, nessuno, cento mila
"La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita."
giovedì 26 gennaio 2012
Sono qui che siedo con un gatto grasso sul divano e rifletto.
C'è chi dubiterebbe del fatto che io rifletta, poiché spesso e volentieri agisco più d'impulso che altro. E invece si, so di sconvolgervi l'esistenza ma io rifletto, eccome se lo faccio, lo faccio anche troppo.
Per esempio riflettevo sulla valanga immensa di cazzate che sparo in un giorno. Se mi dicessero di metterle per iscritto mille pagine non basterebbero.
Per esempio, per dirne una, a volte mi sento proprio come Plutone, un pianeta nano, lontano ed isolato, ma neanche troppo. Quando raramente mi si avvicina una qualche cometa, cerco di tenerla a distanza di sicurezza. Perché se mi si avvicinasse troppo, pian piano, si sgretolerebbe ed infine scomparirebbe, rimarrebbe solo un leggero pulviscolo inglobato dalla mia atmosfera.
Questo è quello che succederebbe con le persone se le lasciassi avvicinare troppo, le distruggerei poco a poco, scapperebbero, e a me non rimarrebbero che ricordi in mano.
E' per questo che odio perdere il controllo, correrei il rischio di trasportare nel mio vortice distruttivo le persone a cui tengo.
Si, se potessi identificarmi con qualcosa sceglierei le forze della natura, come i tornado o meglio ancora, gli uragani.
E così sparo tante cazzate per far credere alla gente che non ci sia nient'altro sotto da scoprire, mi improvviso prestigiatrice con le parole, divento una cantastorie, creo un mondo pieno di unicorni e tanti arcobaleni in modo da portarli fuori strada e convincerli di sapere tutto di me, che io sia in verità così facilmente leggibile, così tremendamente prevedibile ed interpretabile. Creo questa tela intricata in modo da proteggere gli altri da me e da quello che sono veramente. E' così che sarò per sempre... distante, ma non troppo; vera ma non troppo.
C'è chi dubiterebbe del fatto che io rifletta, poiché spesso e volentieri agisco più d'impulso che altro. E invece si, so di sconvolgervi l'esistenza ma io rifletto, eccome se lo faccio, lo faccio anche troppo.
Per esempio riflettevo sulla valanga immensa di cazzate che sparo in un giorno. Se mi dicessero di metterle per iscritto mille pagine non basterebbero.
Per esempio, per dirne una, a volte mi sento proprio come Plutone, un pianeta nano, lontano ed isolato, ma neanche troppo. Quando raramente mi si avvicina una qualche cometa, cerco di tenerla a distanza di sicurezza. Perché se mi si avvicinasse troppo, pian piano, si sgretolerebbe ed infine scomparirebbe, rimarrebbe solo un leggero pulviscolo inglobato dalla mia atmosfera.
Questo è quello che succederebbe con le persone se le lasciassi avvicinare troppo, le distruggerei poco a poco, scapperebbero, e a me non rimarrebbero che ricordi in mano.
E' per questo che odio perdere il controllo, correrei il rischio di trasportare nel mio vortice distruttivo le persone a cui tengo.
Si, se potessi identificarmi con qualcosa sceglierei le forze della natura, come i tornado o meglio ancora, gli uragani.
E così sparo tante cazzate per far credere alla gente che non ci sia nient'altro sotto da scoprire, mi improvviso prestigiatrice con le parole, divento una cantastorie, creo un mondo pieno di unicorni e tanti arcobaleni in modo da portarli fuori strada e convincerli di sapere tutto di me, che io sia in verità così facilmente leggibile, così tremendamente prevedibile ed interpretabile. Creo questa tela intricata in modo da proteggere gli altri da me e da quello che sono veramente. E' così che sarò per sempre... distante, ma non troppo; vera ma non troppo.
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